CENTRO COMMERCIALE CULTURALE

28 lug 21 – Convegno su Maria Occhipinti – Consulta femminile

MARIA OCCHIPINTI e i suoi primi 100 anni: un Convegno organizzato ‘ad hoc’ dalla Consulta Comunale Femminile e svoltosi presso il Centro Commerciale Culturale di Ragusa, attraverso cui stato possibile approfondire adeguatamente il profilo e il valore di questa splendida Donna attraverso i contributi di illustri e qualificati Relatori:

  • Prof.ssa Laura Barone
  • Dott. Carmelo Arezzo
  • Prof. Giovanni Iacono

In conclusione la viva testimonianza di Marilena Licitra, figlia di Maria, che peregrinando per il mondo assieme alla madre, ha respirato attimo per attimo il senso, affannoso ma anche esaltante, di questa “ricerca di sé”.

L’amore per la sua terra e la sua gente, la sete di giustizia, la rivendicazione del diritto alla parola sono alcuni dei temi che hanno ispirato e motivato il suo agire, da quando incinta fermò con il suo corpo i camion militari, e poi durante l’esperienza del carcere e del suo peregrinare per il mondo sempre alla ricerca del vero senso della vita. La Libertà, la Giustizia, la Democrazia, la Solidarietà: valori “agiti” sul piano dell’impegno sociale, politico e culturale, per il quale l’essere donna e l’essere madre non rappresentavano dei vincoli, bensì delle opportunità da cogliere per difendere quelle “cause” che nei decenni successivi sarebbero diventate conquiste sociali. Maria Occhipinti è riuscita a esprimere tutte queste sensibilità anche attraverso i suoi scritti autobiografici (prosa e poesie), dai quali emergono i suoi dubbi e i suoi perché, le sue ansie e le sue preoccupazioni, e non di rado il gusto della vita e della bellezza della natura, nonostante i suoi sconvolgimenti. Desideri, emozioni, affetti s’intrecciano nel narrato e ne esaltano il senso, perché la sua è una narrazione che costruisce significati. Attraverso il narrare di sé, il narrarsi agli altri Maria conferma e rinsalda la sua identità. Ed è un’identità che, parafrasando Paul Ricoeur, ci appare costruita sulla sensazione che quella vita che ha vissuto è “unicamente sua” e di nessun altro, ma che nello stesso tempo diventa universale per i valori che la giustificano e che trasmette. Ne è dimostrazione il senso in lei dello “spazio vissuto”, uno spazio che non ha confini, non ha limiti, che la fa sentire ‘cittadina del mondo’, perché Maria ‘abita’ il mondo, e con il mondo è in viva e intensa relazione. (© Giuseppina Pavone)

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